Signore, fà che ci sia sempre un Sancho Panza di fianco a me che mi fermi quand'è il momento giusto altrimenti mi ritroverò a soggiornare vita natural durante sotto i ponti.
Piove. Hai appena avuto una giornata allucinante, coronata nel suo finire da una bellissima multa di settanta euri (la seconda in un mese). Sai anche che te la sei cercata. Hai inseguito un testa di cazzo per tutto lo stivale, via telefono, e questo ti liquida con una telefonata di 3 minuti. Pensi che non ci sia via d'uscita, che fallirai, che non hai la misura delle cose, che non sai fare il tuo lavoro (che comunque non è ben chiaro quale sia e comunque non vedi una lira). Torni a casa, guardi i provini di X factor, bevi una tisana "così mi rilasso" ma non succede, leggi due pagine di libro di narrativa "così mi svago un po' " mentre sulla scrivania guardi con terrore e soggezione, pessimismo e fastidio la quantità di materiale da lavorare che apre le fauci minacciose verso di te. Allora ti avvicini, ti siedi, ti connetti, accendi media player "magari mi sceglie una canzone che mi tira un po' su": Wish You Were Here. Anche no. La prossima, Street Spirit Fade Out, allora capisci che è una congiura contro la tua serenità ed equilibrio e allora dici, adesso scrivo un post in cui non faccio altro che lamentarmi, e in tutto questo il tuo gatto ti segue fino in camera, tu non l'hai visto finchè non ha miagolato, ti ha guardato, "guarda cosa sto per fare, cretina", sale su letto e sceglie di accoccolarsi, beato, non sul panno di tela che hai messo lì appositamente per lui, bensì sulle tre maglie pulite che stamattina hai distrattamente lasciato ripiegate alla perfezione.
Poichè lavoreranno fino a 184 anni (l'età media in quel suo mondo ideal proprio di Silvio Berlusconi). L'eterno ha appena promesso che non solo l'età pensionabile diventerà più elastica, ma anche che chi sceglie di lavorare più anni vedrà aumentato il proprio stipendio in base ai contributi già pagati!
Quest'uomo è un genio!
[Pure Veltroni però non scherza]
Studente universitario: anche tu sei felice di godere del privilegio di vedere passeggiare dinosauri e strani pre-rettili nei corridoi dei dipartimenti della tua facoltà? Anche tu come me hai un insegnante che ha superato da quarant'anni l'età pensionabile e parla l'inglese come Biscardi? Anche ti chiedi se non sia meglio lasciare perdere gli studi e aprire un baracchino di hot dog e granatine sull'isola di Tonga? Anche tu non ti auguri un sano ricambio generazionale, ma anzi auspichi di iniziare a pagarti i contributi a un anno dalla soglia di età pensionabile?
Allora Silvio è l'uomo per te.
[Se invece non te lo auguri ma sei perfettamente consapevole che, in alternativa, inizierai a pagarti i contributi a un anno dalla soglia di età pensionabile, emigra in un'altra galassia -sennò poi ti dicono che fuggi, di corpo e cervello-, e trasforma il tuo paese in un grandioso ospizio di lusso per inglesi e tedeschi- perchè nel frattempo i vecchi italiani si saranno estinti a causa di un'epidemia di FAME-!!!]
Questa arriva via Cate.
REGOLAMENTO:
- indicare il link di chi vi ha coinvolti
- inserire il regolamento del gioco sul blog
- citare sei cose che vi piace fare
- coinvolgere altre sei persone
- comunicare l'invito sul loro blog
1) Andare al cinema. Ovviamente mi piace anche er cinema, ma mi riferisco proprio alla serata-tipo da cinema. Estraniarsi totalmente dal presente, sono una ferrea sostenitrice della coincidenza film-sogno.
2) Sognare. O meglio, addormentarmi e sprofondare nella mia dimensione onirica, che a volte è veramente iperrealistica, o totalmente assurda. Mi piace anche sperare in un bel sogno, poco prima di addormentarmi.
3) Studiare. Nello specifico, mi affascina molto il meccanismo di genesi "interno" a una lingua. Scomporre le parole e arrivare al significato per congettura. E poi verificare.
4) Fare regali alle persone giuste. Pensarli, impacchettarli, scrivere il bigliettino, consegnarli.
5) Guidare ascoltando musica ad alto/issimo volume.
6) I gatti. L'universo assurdo in cui vivono, la tenue maniera in cui ti rivelano, con una discrezione quasi commovente, un affetto fortissimo. E poi sono buffi.
Passo la palla a Induttivo, Ilallallero, Juditta, Lisa, Martina, Kaos.
- Ho un problema.
- Cioè?
- Adesso vado a casa, cerco di studiare, però poi alle sette e quaranta inizia Colombo...
Per una strana coincidenza, mi trovo a dover tornare sull'argomento che ho "accarezzato" ieri sera. Quando parlavo di persone artificiali, mi è sfuggito di portare l'esempio di Roberto Mercandalli. All'inizio mi era simpatico, eccentrico e sopra le righe com'è. Il pensiero che facevo, da ingenua quale sono, si fondava sull'ipotesi che uno con le ciabatte di cervo non può assolutamente prendersi sul serio. Voglio dire, dev'esserci per forza un elemento autoironico in un buffone del genere, e dunque! deve esserci della sostanza.
Nulla di più sbagliato.
Il signor Mercandalli è una specie di verme. E' una specie di verme che rispecchia l'Italia intera, la becera ipocrisia sulla quale si fondano i valori del bel paese. Un omuncolo tutto proteso verso se stesso, che "non ha tradito la sua fidanzata" scopando con un'altra, che dichiara pubblicamente -avendoci l'altra affianco- che in realtà non gliene frega niente, che è vero che ama la sua Elena, ma è un uomo e che ci può fare. E quando gli si fa notare che, forse, non ha avuto molto rispetto per la sua amante, non è neanche capace di ammetterlo! Uomini così avrei voglia di vederli seppelliti vivi.
E questa poveretta? Viene fuori che, essendo medico, non può scopare. Almeno, se gioca al GF non può scopare davanti alle telecamere. Ma stiamo scherzando? E se si fosse chiamata LINO invece che LINA, cosa credete che sarebbe successo? Che si sarebbe ugualmente mobilitato l'Ordine dei Medici di Napoli a sculacciare il birbantello? E per carità, fisiologicamente l'uomo ha bisogno di svuotare i suoi due bei gioiellini, meglio se in compagnia (e con le proprie mani no?).
Chiamatelo postfemminismo di ritorno, come vi pare, so di stare dichiarando l'ovvio e di seguire la corrente, ma è davvero ora che finisca questo regime medievale!
Ed è per questo che adesso vi rivelo un piccolissimo segreto: anche le donne scopano. E ho come la sensazione che gli piaccia pure parecchio...
[Una ragione in più per andare in giro a stuprare chi capita, vero?]
*update*
Come on, Come on
You think you drive me crazy, well
Come on, Come on
You and whose army?
You and your cronies
Come on, Come on
Holy Roman empire
Come on if you think
You can take us all
You and whose army?
You and your cronies
You forget so easy...
We ride tonight
Ghost horses,
Il 21 marzo ho tagliato i capelli, l'ho fatto perchè soffocavo nel mio giallo informe e perchè volevo "salutare" l'ingresso della primavera a modo mio. In fondo è la stagione delle fioriture, del frutto che si prepara. Il mio parrucchiere, che mi vede sì e no una volta all'anno, ha molto riso quando gliel'ho detto, commentando: "Ah tu fai come gli orsi, ti rianimi solo in primavera!". Sono uscita più leggera di 60 euro e incarognita contro un taglio alla Gem e le Ologram che levati. Sto riuscendo a domarlo, pian piano, ma non è questo il punto. Ebbene sì. Faccio come gli orsi. O meglio: sono un orso. Nel senso peggiore del termine. E dopo una serie di piccole ammaccature occorsemi nell'ultimo periodo, rischio di diventarlo ancora di più. Chiariamoci: non sono pervasa dall'ignobile misantropia, continuo ad affrontare tutti a muso dritto e senza filtri barocchi, testa e cuore collegati come sempre.
Sono solo tanto nauseata da questo senso dello spettacolo che si insinua in ogni gesto quotidiano. Facile retorica e facile luogo comune, lo so. Sarò stata superficiale finora, ma se mi fermo un attimo a pensarci, o meglio a ricordare, mi sembra di essere come quella ragazza che, in un celebre video musicale, ha la vista a raggi x. E non è un superpotere. Non è ammantato dalla romantica divisione dell'io attivata dai fumetti. Niente crisi di coscienza, niente di niente. Solo, se prima le persone artificiali mi incuriosivano, o quantomeno mi stimolavano, adesso ho imparato che mi fanno abbastanza orrore. C'è un vuoto enorme dietro il bell'aspetto e l'eccentricità (e ovviamente non sto parlando in termini qualunquistici): un vuoto incolmabile, che chi ne soffre tende a compensare col proprio ego. I classici tipi che ti chiedono come stai per rovesciarti addosso i propri problemi, con l'aggravante che quel minimo di potere (stupido e narcisistico) che hanno guadagnato fa creder loro di avere i problemi più mastodontici del mondo.
Pesante, eh?
I raggi x sono le piccole miserie. Le meschinità. Le brutte sorprese. Le belle sorprese. Nelle vite degli altri, però. Eppure, eppure. Eppure c'è un esercito di unni dell'anima pronto a spargere diserbante a piene mani su ciò che ricorda loro cosa sono realmente (barbari, violenti, incolti, incivili? Non credo, o forse sì). E infatti non è mai facile ricordarsi di essere un ammasso abbastanza ben congegnato di materiale deperibile. Anche un'anima, magari, che però non sempre contiene quello che la realtà ti fa credere di avere. Io ho sempre creduto di essere un prato di margherite, e la crisi è arrivata quando ho visto le vipere nel prato. E le ho viste arrivare da sola, e ho capito che le avevo addomesticate proprio io...
C'è chi ha dato un esame di psicologia generale e crede di chiamarsi Schnitzler, ma magari è nato a Borgo Panigale e fa di cognome Battacchi, ma non disdegna comunque di lanciarsi in ardite e barocche introspezioni altrui a suon di libido, uccisione del padre, ecc. e poi non è neanche capace di guardarsi dal di fuori. Ecco, io la psicanalisi l'ho solo sfiorata nei miei studi, non mi ha affatto affascinata e credo rimarrà nel cassetto, rilegata in blu in una bella copertina rigida col titolo in argento. Un libro non può esplodere da solo.
A meno che non mi si dichiari guerra.
Aspettando l'invasione dei cosacchi, però, continuo a sforzarmi di guardarmi dal di fuori. Impopolare a dirsi, ma molte volte quel che vedo mi piace davvero poco.
Ebbene, per questo genere di cazzate che mi ci butto a capofitto il blog mi è mancato tantissimo!!! Da notare: Berta Filava per il lavoro... cercherò di non prenderlo come un segno divino. Il resto mi sembra quite appropo. A parte la mia geniale marcia funebre. Pure il mio lettore emmepitrè è integerrimo. Cazzo.
Titoli di testa The age of Understatement (The Last Shadow Puppets)
Nascita Southern Comfort (The Gossip)
Prime parole/primi passi Dream Brother (Jeff Buckley)
Scuola Un giudice (Fabrizio De Andrè)
Primo amore Loving Cup (The Rolling Stones)
Pene d’amore The Sprawl (Sonic Youth)
Amicizia Use it (The New Pornographers)
Lavoro Berta Filava (Rino Gaetano)
Matrimonio (o simili) Il ballo del potere (Franco Battiato)
Figlio/i Kanga-roo (Jeff Buckley)
Carriera Le nuvole (Fabrizio De Andrè)
Vecchiaia Tick (Yeah Yeah Yeahs)
Marcia funebre Cartoni animati Giapponesi (Elio e le Storie Tese)
Titoli di coda Blues from Down Here (Tv on The Radio)
Ieri sera X Factor. L'unico motivo per cui lo guardo è Morgan e i suoi movimenti robotici sulla sedia. Morgan ha avuto un potere estremo su di me da quando ero una giovane donna. Ho scelto il mio primo fidanzatino *serio* anche perchè gli somigliava un po'. Poi è andata di merda, ma questa è un'altra storia. Dopo che ci siamo lasciati, infatti, ho avuto sempre timore di avvicinarmi di nuovo ai Bluvertigo, però Morgan da solo è un'altra storia, e la mia testarda esterofilia mi ha portato a trascurarlo un po'. In quanto alla sua partecipazione al programma, devo dire che è la più azzeccata e la meno popolare. E' il classico rompicoglioni, che propone dei pezzi di musica esageratamente elaborati, che critica le scelte altrui ostentando la propria meticolosa preparazione... Insomma, aria buona per una televisione di livello assolutamente basso (per non dire di peggio). Finalmente qualcuno di competente che parla di qualcosa che gli compete! Io ci credo alla rieducazione, ma so anche che un personaggio come lui non può essere capito, come non può essere capito il medley che ha presentato ieri. Però è sempre andato avanti così com'è (almeno, questo è quello che mi restituisce la televisione), ed è anche una buona infusione di fiducia. Specialmente se ti guardano come se in testa indossassi un cesto di frutta esotica.